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Vie Ferrate e Arrampicata nelle Pale di San Martino: 3 Giorni tra Rifugi e Dolomia Perfetta

Le vie ferrate nascono con uno scopo ben diverso da quello che conosciamo oggi. Durante la Prima Guerra Mondiale erano infrastrutture strategiche, utilizzate per consentire il rapido spostamento delle truppe lungo il fronte alpino. Oggi rappresentano invece uno dei modi più affascinanti per vivere la montagna, esplorare ambienti spettacolari e avvicinarsi al mondo dell'alpinismo.

Spesso chi pratica arrampicata tende a guardare le ferrate con un certo scetticismo. L'arrampicata viene percepita come un'esperienza più autentica, capace di portare in luoghi remoti e selvaggi, lontani da cavi metallici e scalette. Eppure, in molte zone delle Alpi, le vie ferrate continuano a svolgere un ruolo fondamentale: collegano vallate e rifugi, permettendo traversate che altrimenti richiederebbero lunghe discese a valle e interminabili risalite.

Da questa idea è nato il nostro progetto: creare un tour di quattro giorni nelle Dolomiti che combinasse arrampicata multipitch e vie ferrate, utilizzando queste ultime come collegamento tra un rifugio e l'altro.

Dopo diverse serate passate a studiare cartine e itinerari, abbiamo trovato il percorso perfetto nel cuore delle Pale di San Martino, una delle aree più spettacolari delle Dolomiti.

Convincere Alessia a preparare lo zaino e partire è stato decisamente più semplice della pianificazione.

Giorno 1: Verso il Rifugio Pradidali e il Campanile Pradidali

La prima giornata è dedicata alla salita verso il Rifugio Pradidali. Arrivati con largo anticipo rispetto all'orario di cena, decidiamo di approfittarne per scalare la splendida Via Castiglioni-Detassis al Campanile Pradidali.

La qualità della roccia ci lascia immediatamente senza parole. Una dolomia lavorata alla perfezione, ricca di clessidre naturali e appigli solidi, che rende ogni tiro un piccolo capolavoro di arrampicata.

Dopo una giornata così, il rientro al rifugio e una cena abbondante completano al meglio l'inizio dell'avventura.

Giorno 2: La Fessura Buhl alla Cima Canali

La mattina successiva ci aspetta una delle vie più celebri delle Pale di San Martino: la Fessura Buhl alla Cima Canali.

Trecento metri di fessura elegante e continua che si innalza direttamente sopra il rifugio. Una linea storica, aperta nel 1927 da Hermann Buhl ed Erwin Herweg, che ancora oggi rappresenta un capolavoro di audacia e visione alpinistica.

La salita scorre veloce e piacevole. Raggiunta la vetta ci fermiamo ad ammirare il profilo imponente del Sass Maor prima di iniziare le doppie lungo la via, scelta che ci permette di risparmiare tempo prezioso.

Rientrati al Rifugio Pradidali, recuperiamo gli zaini e ripartiamo immediatamente verso il Rifugio Velo della Madonna.

Ferrata del Porton e Ferrata del Velo: il collegamento perfetto tra due rifugi

Dopo pochi minuti di cammino raggiungiamo l'attacco della Ferrata del Porton, uno degli itinerari attrezzati più iconici delle Pale di San Martino.

La ferrata sale rapidamente tra cenge e pareti, conducendoci verso la Bocchetta del Porton. Alle nostre spalle la Cima Canali si allontana lentamente mentre il sole inizia a scendere verso l'orizzonte.

Dalla forcella si apre improvvisamente la vista sulla Valle del Cismon. Da qui proseguiamo lungo la Ferrata del Velo, che collega il Rifugio Pradidali al Rifugio Velo della Madonna attraverso uno degli ambienti più suggestivi del gruppo.

In poco tempo raggiungiamo il rifugio, immersi nella luce calda della sera.

Durante la cena il gestore si ferma a chiacchierare con noi. Sorride nel vedere ancora qualche arrampicatore utilizzare le ferrate come mezzo per attraversare le montagne e collegare le grandi vie classiche delle Pale. Una tradizione che, purtroppo, sta diventando sempre più rara.

Giorno 3: Lo Spigolo del Velo alla Cima della Madonna

Non si può lasciare questa zona senza percorrere una delle vie più belle e rappresentative delle Dolomiti: lo Spigolo del Velo alla Cima della Madonna.

Quattrocento metri di arrampicata elegante fino al V grado, lungo uno spigolo perfetto sospeso sopra il Rifugio Velo della Madonna.

Partiamo presto, temendo di trovare molte cordate. Invece incontriamo soltanto una coppia di alpinisti che ci lascia gentilmente passare.

Anche oggi il meteo è dalla nostra parte. Il cielo è limpido e la roccia, incredibilmente compatta, sembra quasi scolpita nel cemento.

Ancora una giornata da ricordare.

Perché unire arrampicata e vie ferrate nelle Dolomiti

Le Ferrate del Porton e del Velo si sono rivelate molto più di semplici trasferimenti. Ci hanno evitato una lunga e faticosa deviazione a valle, permettendoci di attraversare il cuore delle Pale di San Martino in modo diretto, spettacolare e divertente.

Questa esperienza ci ha mostrato un modo diverso di vivere la montagna: combinare arrampicata, rifugi e vie ferrate per costruire un vero viaggio itinerante tra le pareti delle Dolomiti.

Le Pale di San Martino rimangono un luogo speciale. Pareti vertiginose, dolomia eccezionale, clessidre ovunque e la rara fortuna di trovare ancora silenzio e solitudine in parete.

Torniamo a casa stanchi, ma con la sensazione di aver vissuto una piccola avventura nel cuore più autentico delle Dolomiti.

Mattia Simonini

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